Antonio Infantino crea una dimensione TRANCE-IPNOTICA, coinvolgendo il pubblico in un clima festoso, un rituale liberatorio e catartico, collettivo, che passa DALLA FURIA ALLA GRAZIA.
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BIOGRAFIA
Originario di Tricarico, cittadina in provincia di Matera, inizia la sua attività artistica a Milano nel 1966 al Nebbia Club. Giangiacomo Feltrinelli e Fernanda Pivano, pubblicano un quaderno di poesie “I denti cariati e la patria”.Nel 1966-67 pubblica il 33 giri “Ho la criniera da leone, perciò attenzione”, 12 brani inediti di sua composizione per la Ricordi.
Nel 1968 partecipa a “Ci ragiono e canto” di Dario Fo interpretando un suo successo: “L’Avola”. Seguono varie esperienze di musica elettronica, gestuale, performativa e free jazz con artisti come Vittorio Gelmetti, Sylvano Bussotti, Pietro Grossi, Charlotte Moorman, Giuseppe Chiari e Alvin Curran del gruppo “fluxus” e gli artisti della poesia visiva.
Collabora con i musicisti del Living Theatre, pionieri del free jazz.
Nel frattempo Antonio Infantino si laurea in architettura e insegna arte dei giardini alla facoltà di Architettura di Firenze.
Nel 1975 crea i Tarantolati di Tricarico. I Tarantolati di Antonio Infantino propongono una ricomposizione di canti popolari tradizionali oltre a canti composti dallo stesso Infantino su ispirazione popolare. Canti stravolti ed esasperati, sono gli ingredienti che fanno dei Tarantolati un gruppo davvero unico e travolgente. L’uso di numerosi strumenti autocostruiti ed oggetti di uso corrente (come John Cage) , anche moderni, dà ai brani del gruppo una particolare pienezza ritmica e rende trascinante l’ascolto.
Antonio Infantino incide 3 dischi, nel 1975 “I Tarantolati“, nel 1976 “La morte Bianca“ e nel 1977 “Follie del divino spirito santo“ tutti e tre per la Fonit Cetra,
Viene invitato a numerose trasmissioni televisive, radiofoniche e rassegne musicali in Italia e all’estero.
Nel 1977 partecipa al club Tenco dove per la prima volta in un teatro istituzionale il pubblico ballava sulle sedie.
Dopo un periodo trascorso in Brasile al fianco di artisti quali Toquinho e altri musicisti del giro di Milton Nascimento, Sergio Vernek Muniz (O’ Mineiro) fanno maturare ulteriormente Infantino che pubblica nel 1978 “La tarantola va in Brasile” per la Polygram.
Nel 1983 musica “L’Arlecchino” di Dario Fo in occasione della Biennale del Teatro di Venezia.
Nel 1984 campionando dal vivo, allo zoo di Pistoia, i versi degli animali realizza un opera musicale: “La fattoria degli animali”.
Nel 1984-1987 compone musiche per il cinema, la serie televisiva “vincere per vincere” con la regia di Stefania Casini per Mediaset e firma la composizione della colonna sonora per il Film “Terno secco” di e con Giancarlo Giannini per la Cecchi Gori.
Nel 1989 compone le musiche per lo spettacolo “Tricolore triste” del gruppo teatrale Niewe Scene di Anversa, in Belgio.
Nel 1991 per lo stesso gruppo teatrale scrive, scenografa, compone le musiche, crea i costumi per “ La Nave dei Folli ” spettacolo che ripercorre l’evoluzione del teatro comico attraverso i millenni.
Sempre in Belgio dipingendo quadri, indaga i rapporti tra musica e colore pittorico.
Nel 1996 presenta un mostra al Parlamento Europeo di Bruxelles dal titolo “ Danza Cosmica: danza, suono, colore “ Per l’occasione compone e incide “ Tarantella Tarantata “ per l’Amiata Records
Durante i numerosi Tour inizia la composizione di “ Tarantrace “, un vero capolavoro in cui i ritmi, i suoni e gli strumenti ancestrali e tradizionali si sposano con le sonorità elettroniche Trance più evolute in una combinazione orchestrale di raro effetto catartico.
Nel 2000 il suo spettacolo musicale, Tarantrance, è lo spettacolo ufficiale di chiusura del Carnevale di Venezia in Piazza San Marco dove riscuote un enorme successo di critica e di pubblico.
Nel 2004 è invitato come Evento Speciale alla Biennale di Venezia, L’opera di Antonio Infantino si caratterizza per la presenza corale di diverse discipline artistiche e tecniche che avvolgono e coinvolgono il pubblico: la danza, la musica, le arti visive. Un rituale coreutico e festoso che ha al centro della scena gli spettatori come soggetti attivi: sollecitati dalla danza ancestrale, dai suoni ipnotici e dai colori vibranti, danzando, si entra in Trance attraverso la sapiente guida di questo “sciamano hypermediale”.
Nel 2004 “ Tarantrace “ entra nelle classifiche dei dischi più ballati in America, sorpassando addirittura pop stars quali Britney Spears e Mariah Carey.
Nel 2007 la Deja-vu Retrò pubblica e distribuisce in tutto il mondo nella collana Gold Collections un cofanetto di 5 CD, due musicali, due DVD e un CD-ROM dal titolo “ Antology of Tarantella “ di Antonio Infantino.
Nel 2008 crea artisticamente “Viva Italia Taranta Festa”* nel sito Archeologico Augusta Raurica di Basilea e mette in scena oltre centocinquanta artisti tra musicisti, danzatori, attori di Taranta.
Nel 2009 crea “La danza delle api” opera multimediale, danza, suoni ed immagini che che viene presentata alla biennale di Venezia.
Inoltre allestisce lo spettacolo “Tarantagnawa” che mette in scena, in chiave moderna, musicisti, danzatori ed interpreti del mondo ancestrale della Taranta e del Gnawa.
