Lingatere in neretino antico, ragnatele in italiano, come i nidi dei ragni, come spazi sospesi, inventati per necessità e per amore della bellezza di geometrie millenarie e di disegni reinventati ogni volta, dettati da un’ispirazione gentica.
Lingatere è una musica che ci sembra di conoscere e che non abbiamo mai ascoltato, è la pizzica del Salento ed è un fado pugliese sussurrato nelle serenate.
Il senso dell’arte è per i Lingatere il ritrovo, il luogo nel quale le umanità condividono e si emozionano perpetuando attraverso l’esperienza vissuta, il senso complesso dell’autenticità della poesia e della cultura popolare tradizionale del Sud, delle sue sonorità e ritmi, dei suoi strumenti e sue narrazioni cantate.
Il destino è quello di andare incontro ad una musica di autore seguendo il sentiero tracciato dalle stesse antiche sonorità. Sei giovani musicisti di una freschezza straordinaria armati di tamburello, chitarra battente, zampogna, tammorra, organetto diatonico, fisarmonica, castagnette, tromba degli zingari, flauto, ciaramella, violino e cupa cupa per un concerto tutto da ballare .
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BIOGRAFIA
“Vulesse addeventà nu musicante” così si può riassumere l’idea di far nascere i Lingatere. E’ la strada il primo palcoscenico, i viandanti il primo pubblico, quello più difficile, quello che applaude o passa dritto. Lingatere…Le lingatere sono la casa e l’arte della taranta, questo significa lingatere, questa la musica dei Lingatere, sempre molto legata alla tradizione, mai sua prigioniera. Il Salento è l’unica regione in cui la tarantella, che ha assunto la denominazione di pizzica, mantiene la sua funzione originaria di danza curativa, di antidoto musicale al malessere che si impossessa del “tarantato” a causa del morso della taranta, il ragno nero presente nei campi aridi e pronto a colpire il piede scalzo dei lavoranti.
E la presenza del tarantismo, e il rito liberatorio e il pellegrinaggio al Santuario di Galatina nel giorno di S.Paolo, sono eventi rituali vicini e presenti che influenzano tutta la musica etnica salentina, anche quella che, veicolata da gruppi e musicisti di estrazione urbana, si riferisce alla tarantella come danza liberatoria da un’ansia e da un malessere diverso, più cittadino e contemporaneo. I grandi appuntamenti annuali di raduno dei gruppi salentini, le nottate estive di non-stop taranta, come la notte di ferragosto a Torre Paduli, sono frequentate da migliaia di giovani che partecipano e ballano, e alimentano l’attività di decine e decine di gruppi musicali, che nella provincia di Lecce, ma anche a Brindisi e a Taranto interpretano in vario modo il modello arcaico, con diverse gradazioni di fedeltà alle origini e di contaminazione. In ogni caso resta il tamburello lo strumento principale di questa musica, e poi il violino e l’armonica che realizzano le melodie ossessive e ipnotiche, e le voci che incitano al ballo in un inconfondibile stile salentino che fa capo ai grandi maestri della tradizione.
